Orto botanico di Ome

L' Orto Botanico in Valle di Fus a Ome - Brescia - Italy

"Conoscere buone persone fa davvero bene e grazie al fatto che ne abbiamo
conosciute alcune 'cattive' lo rende ancora più piacevole"

Pierangelo Bettoni, dedicato ad Antonio

Antonio De Matola

Sono passati circa 200 anni da quando Carlo Lineo, docente dell' Università di Uppsala, sembra abbia bisbigliato con cupa serietà: "Quale lavoro è più arduo della progettazione di un Orto Botanico?".
Se il padre della botanica moderna con questo interrogativo pare avesse perso il sonno, si immagini, per un istante , cosa può essere accaduto al Gruppo Micologico (formato esclusivamente da dilettanti, al servizio dell'ambiente del loro paese), quando ha deciso di vivere le stesse ansie.
Ma le grandi idee non hanno solo grandi difficoltà, per realizzarle occorre anche molta caparbietà e notevole audacia.

Sentimenti che sono stati impiegati senza timore: perchè sin dall'inizio, era chiaro che l'opera compiuta da pochi, sarebbe appartenuta a molti, in m odo particolare alla gente di Ome.
Ma sarebbe ingiusto se il mio narrare non comprendesse, esplicitamente, i nomi di coloro che hanno ideato e realizzato l'Orto Botanico delle Conifere di Ome: Waler Alberttini, Walter Boniotti, Maurizio Bono, Fiorenzo Cividati, Antonio de Matola, Salvatore Labrozzo, Giovanni Lorini, Ernesto Maiolini, Aldo Palini, Piero Salvi, Roberto Serra, Cornelio Tancredi, Giancarlo Tancredi, Giugliano Tancredi.

Sarebbe incoraggiante se, incontrati per la strada ricevessero in cambio un sorriso, simbolico premio per chi si è impegnato a creare Bellezza.

Antonio De Matola

Agosto 2008: l'Orto Botanico compie 12 anni Voluto fortemente dal suo creatore: Antonio De Matola. Realizzato dal Gruppo Micologico di Ome e gestito dai volontari della Protezione Civile di Ome, Uno dei posti più incantevoli della provincia di Brescia accoglie decine di specie di piante
che vanno dal Cipresso del Kashmir al Pino dell' Himalaya

Benvenuti nell' Orto Botanico di Ome, un posto magico dove ogni albero ha una storia a sé.